La guida completa ai capispalla per l’autunno/inverno

Il Glossario definitivo glossario di abbigliamento outdoor

19 ottobre, 2022

L’autunno è ufficialmente arrivato ed è il momento di tirare fuori le giacche e i cappotti che ci accompagneranno nei prossimi mesi e, perché no, di rinnovare il guardaroba con qualche nuovo capo. Ma, sai da dove cominciare?

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Per prima cosa, dobbiamo distinguere fra i capi adatti alla mezza stagione, ovvero quelli più leggeri che possiamo indossare in questi primi mesi autunnali e quelli che ti mantengono al caldo nei periodi più freddi. Non sai se preferisci un trench-coat o un chiodo? Oppure sei indecisa fra l’acquisto di un cappotto di lana e una pelliccia sintetica?

In questa guida completai ai capispalla per l’autunno e l’inverno ti sveliamo i dettagli di tutti i modelli, qualche curiosità sulle loro origini e, naturalmente, i nostri consigli di stile per scegliere quelli giusti in base al tuo stile e alla tua bodyshape.

L’importante è sempre puntare su capi di qualità perché potrai indossarli per molti autunni e inverni a seguire! E, per qualsiasi altro dubbio, ci sono le nostre Personal Shopper pronte ad aiutarti a trovare il capospalla giusto per te.

I capispalla di mezza stagione

Iniziamo dai capispalla più leggeri che possiamo indossare in questi primi mesi: le giacche. Sono perfette in autunno perché ci tengono al riparo dal primo freddo e dalle piogge senza, però, essere troppo pesanti. Inoltre, completano il look aggiungendo quel tocco di stile personale.
Tira fuori carta e penna perché dopo aver letto l’articolo sarai pronta per acquistare la giacca di mezza stagione più adatta a te!

Il trench-coat

il trench

Cos’è e come nasce:

Il trench-coat è un tipo di impermeabile ormai considerato un classico del guardaroba maschile e femminile. Il termine inglese “trench” significa trincea ed è proprio nelle guerre di Crimea e Boera dei soldati inglesi che troviamo le prime tracce di questo cappotto. Sembra, infatti, che John Emery abbia inventato il primo tessuto impermeabile chiamato “Aquascutum” (scudo d’acqua, in latino) e che sia stato incaricato dal governo inglese di produrre questo genere di cappotti per i soldati in trincea. Qualche anno dopo, nel 1879, un grande stilista inglese si ispira a questo capospalla per realizzare il suo primo cappotto in gabardine, un tessuto di cotone spesso ed impermeabile. È Thomas Burberry e parliamo dell’iconico trench-coat inglese che ha conquistato il mondo ed è diventato un capo iconico del brand.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Il trench-coat è un cappotto in stile classico che non passa mai di moda. Lo si può indossare sui jeans e una maglietta a righe per un look alla francese, oppure su una gonna a tubino per un’allure da businesswoman.
Le donne triangolo e clessidra possono optare per un modello con cintura in vita, che esalta le forme e allunga visivamente le gambe. Al contrario, le donne diamante o ovale possono sceglierne un modello più ampio da lasciare aperto per non segnare l’addome.

Il look perfetto:

Il trench-coat è un capospalla maschile quindi abbiamo pensato di aggiungere una componente femminile nel nostro look: abito incrociato floreale, stivaletti, una borsa e un bel paio di orecchini luminosi.

Il parka

Cos’è e come nasce:

Il parka è un giaccone sportivo impermeabile con fodera di pelliccia (naturale o sintetica), cappuccio, chiuso sul davanti da cerniera, bottoni o alamari fino al collo e tradizionalmente di colore verde.
Capo originariamente realizzato in pelle di renna o di foca dagli inuit, prende il suo nome dai Nenci, un popolo che viveva in aree estremamente gelide al nord della Russia, e significa, appunto “pelle di animale”.

Negli anni è diventato il simbolo di tante culture: capo iconico del Mod negli anni Cinquanta, viene tirato fuori da Kurt Cobain prima ed Eddie Vedder dopo fino ad arrivare in tutte le passerelle, reinterpretato in colori e modelli diversi dagli stilisti più famosi.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Il parka è un capospalla casual e sportivo. Lo si può indossare sia in autunno (senza fodera interna) che in inverno (con fodera interna) come sostituto del piumino.

Per le bodyshape triangolo e clessidra consigliamo un modello che copre i fianchi e con cintura in vita. Al contrario, per le bodyshape ovale e diamante è meglio un modello più lungo che slancia la silhouette, da lasciare sbottonato.

Il look perfetto:

La nostra proposta è 100% casual e sportiva: abbina il parka ad un paio di jeans e un maglione per un outfit comodo e di tendenza.

Il blazer

blazer nero stile chic classico

Cos’è e come nasce:

Il blazer è la giacca classica maschile doppiopetto con bottoni di metallo dorato.
I primi ad indossarlo sono stati i membri dell’equipaggio del capitano HMS Blazer, da cui prende il nome, che, in occasione della visita a bordo della Regina Vittoria, aveva fortemente richiesto una giacca doppiopetto con bottoni di metallo dorato raffiguranti lo stemma della Marina militare inglese.
Negli anni Venti diventa il simbolo dell’emancipazione femminile: sempre più donne abbandonano i corsetti e le gonne ampie per indossare la comoda giacca dallo stile androgino. In questi anni il blazer è la tipica giacca militare con le tasche grandi, il bavero e i bottoni sul davanti, lunga fin sotto i fianchi e molto strutturata.

Sarà solo a partire dagli anni Sessanta, grazie allo smoking da donna introdotto da Yves Saint Laurent che il blazer conquisterà le passerelle, diventando un capo squisitamente femminile e sensuale. E naturalmente non dimentichiamo il contributo essenziale di Giorgio Armani, che nel 1975 presenta il “Re dei Blazer”, ovvero una collezione di giacche da uomo destrutturate, oversize e non stirate, quindi con un tocco casual ma comunque chic, da indossare con un cardigan senza perdere neanche un pizzico di eleganza.

Consigli di stile in base alla morfologia:

Esistono tantissimi modelli di blazer, dal più classico strutturato, doppiopetto e con le spalline imbottite, realizzato in tessuti rigidi e pesanti come la lana, a quello fluido, con uno o senza bottoni, più morbido e destrutturato.

Il primo modello è perfetto per le donne triangolo e clessidra, in quanto mette in evidenza la parte superiore del corpo rafforzandola con le spalline. Il secondo, invece, è l’ideale per le donne ovale o diamante perché scivola senza fasciare il corpo.

Il look perfetto

Con il blazer creiamo subito un look casual chic! La nostra proposta è un mix di colori neutri perfetti per questa stagione: jeans bianchi, t-shirt bianca, un paio di sneakers in tonalità chiare e blazer marrone. Come vedi, anche il look più semplice diventa speciale con la giacca giusta.

Il chiodo

:

biker nero

Cos’è e come nasce:

L’abbigliamento militare ha influito molto sulle tendenze della moda nei secoli. Ed è il caso anche della giacca di pelle, che fa la sua comparsa durante la Prima Guerra Mondiale. In questo periodo la usano i piloti tedeschi per proteggersi dagli sbalzi di temperatura nella cabina dell’aereo.

Nel 1928 Irving Schott crea la “Giacca perfetta”, un design moderno e ribelle che in poco tempo diventa il simbolo degli amanti delle moto. Poco tempo dopo approda ad Hollywood ed è indossata da personalità divenute iconiche, da Marlon Brando a Steve McQueen fino a James Dean: un vero e proprio simbolo di virilità e ribellione. Qualche anno dopo, fra gli anni Sessanta e Settanta, il chiodo diventa l’emblema della cultura punk inglese, e grazie alla regina del punk Vivienne Westwood arriva in passerella e nelle boutique di moda.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Il chiodo è un capo originale, versatile, glamour e un po’ rock, perfetto per creare un outfit di tendenza e alternativo. Ce ne sono tantissimi modelli, adatti a tutti i gusti: con le borchie, le cerniere, le cinture, oppure minimal con una sola zip sul davanti.

Per la bodyshape triangolo consigliamo di optare per un modello classico di chiodo corto, con doppio rever, dettagli sulle spalle e l’immancabile cintura che mette in evidenza il girovita.
Per la bodyshape triangolo invertito, invece, l’ideale è un chiodo più semplice, con una sola cerniera sul davanti e dettagli sui fianchi, come le ruche.

Il look perfetto:

Amiamo i contrasti e la nostra proposta lo dimostra pienamente! Abbiamo scelto una gonna molto femminile abbinata ad una t-shirt sbarazzina da completare con un chiodo e un paio di anfibi.

Il bomber

Cos’è e come nasce:

Il bomber è un giubbotto corto di stile militare, l’evoluzione della giacca a vento dei piloti dell’Aeronautica inglese della Prima Guerra Mondiale. Esattamente come abbiamo visto nei casi precedenti, anche il bomber è stato un simbolo di diverse correnti culturali. Negli anni Sessanta viene lanciato il “baseball bomber”, il modello utilizzato come uniforme sportivo, indossato dai giovani amanti dello sport americano.
Negli anni Ottanta diventa il capo identificativo del movimento degli skinhead, mentre nei primi anni Duemila lo indossano i cantanti rap e hip hop abbinandolo ai pantaloni larghi e alle t-shirt oversize.
Al giorno d’oggi è un giubbotto casual con moltissime varianti e perfetto da indossare tutti i giorni.
Lo troviamo di pelle effetto gomma, in nylon satinato, imbottito e trapuntato e persino in versioni haute couture in velluto e pelliccia.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Le tendenze di questo autunno/inverno includono svariate proposte: bomber lunghi e oversize in stile vintage ma anche corti e cropped con il tipico effetto a palloncino.

È un capospalla molto democratico poiché sta bene a tutte le bodyshape. Perché se è vero che crea volume nella parte superiore, il taglio di questo giubbotto può bilanciare bene la silhouette ma è importante scegliere la taglia giusta.

Il look perfetto:

Ti proponiamo un look casual e femminile perfetto sia per andare in ufficio che per uscire con le amiche. Abbiamo scelto un bomber con stampa, un modello più originale del classico in tinta unita, che attirerà gli sguardi sulla parte superiore del corpo, da abbinare ad un paio di pantaloni dritti e una blusa. Completa il look con la borsa e le sneakers.

Giubbino trapuntato

Cos’è e come nasce:

Il giubbino trapuntato si caratterizza per la cucitura trapuntata che crea un motivo a diamante. L’aggettivo trapuntato non è casuale: questo motivo, infatti, è tipico delle trapunte, ma anche dei materassi e dei cuscini. Le sue origini risalgono al secolo scorso e più precisamente agli anni Sessanta, quando un ex colonello dell’aeronautica americana, Steve Gulyas, si trasferisce ormai pensionato a Suffolk, nel Regno Unito, con la moglie, dove insieme fondano l’azienda Husky, dedicata al design e produzione del giubbino più copiato di tutti i tempi.

All’inizio non è nemmeno un giubbino, ma un gilet per andare a caccia. Impermeabile, in poliestere e trapuntato, fa furore tra gli amici del club di Gulyas, che si convince a ridisegnarlo come giubbotto con un’imbottitura in poliestere. Il primo giubbino trapuntato è un modello boxy, monopetto con cinque bottoni automatici con le borchie sul davanti e delle bocchette con chiusura automatica ai lati. Ha due tasche angolari, colletto e bordo delle tasche in velluto ed è verde oliva o blu marino. Un capo modesto che ben presto riceve le attenzioni di una fan particolare, la Regina Elisabetta, che inizia a usarlo per andare a cavallo. Ben presto diventa un capo di culto anche fra gli studenti e fra le celebrities inglesi, fino a sbarcare anche negli Stati Uniti.

Il giubbino trapuntato è la sintesi perfetta fra l’impermeabile e la giacca a vento: funzionale, leggero, caldo e, al giorno d’oggi, anche elegante e disponibile in numerosi modelli e colori.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Al giorno d’oggi il giubbino trapuntato è un capospalla imprescindibile nel guardaroba di ogni donna. Un modello iconico che non solo va benissimo con i jeans e gli outfit casual, come in passato, ma che si abbina perfettamente ad abiti eleganti e gonne, come abbiamo visto in passerella negli ultimi tempi. Puoi sceglierlo in versione corta o lunga (più chic) e indossarlo da solo o sotto un cappotto quando arriva l’inverno per una maggiore protezione dal freddo.

Il giubbino trapuntato è dritto e sta bene a tutte le bodyshape. Le donne clessidra e triangolo possono optare per un modello lungo con cintura per risaltare il girovita, il loro punto di forza.

Il look perfetto:

La nostra proposta è il giusto mix di stile classico, moderno e sportivo: il giubbino trapuntato abbinato ad una gonna scamosciata e una blusa, per un risultato originale e di tendenza.

I capispalla da indossare quando arriva il freddo

Finora abbiamo visto i capispalla adatti alle temperature autunnali miti, ma sappiamo cosa indossare quando arriva il vero freddo? Vediamo insieme i vari modelli di cappotti comodi e di tendenza fra cui scegliere per rinnovare il guardaroba di quest’anno.

Cappotto Teddy-Bear

Cos’è e come nasce:

Il cappotto Teddy Bear è un capospalla in tessuti morbidi effetto pelliccia, modello oversize ed extra voluminoso disegnato da Max Mara nel 2013 con la definizione di “ Caldo come un abbraccio, elegante come un cappotto iconico”. Effettivamente, da allora è il capospalla più amato dalle modelle, dalle celebrities e da tutti, al punto da dar vita alla Teddymania.

Prende il nome proprio dal tipico orsacchiotto di peluche inglese (Teddy Bear) che dà la caratteristica principale al capo: la morbidezza del suo tessuto e il calore che garantisce anche nelle giornate più fredde. Adatto sia a look casual che eleganti, il cappotto Teddy Bear è stato copiato da tantissimi brand, famosi e non, e si è guadagnato un posto d’onore fra i must-have che non passano mai di moda.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Questo cappotto è un modello oversize che, naturalmente, ingrandisce la silhouette. Quindi, non è il capo adatto per chi desidera un effetto slanciato.

Esiste in due modelli, uno più corto, sopra o leggermente sotto i fianchi, che allunga visivamente le gambe, e uno lunghissimo, fino alle caviglie, perfetto per le donne alte.

Il piumino

Cos’è e come nasce:

Il piumino, anche noto come giubbotto imbottito, è molto simile al giubbino trapuntato. La sostanziale differenza è l’imbottitura, che in questo caso è fatta di piume d’oca, più voluminose e adatte a riparare dal freddo e trattenere il calore.

Fa la sua comparsa nel panorama della moda nel 1936, grazie a Eddie Bauer. Nasce da una vera e propria necessità dello stilista. Infatti, Lo stesso Bauer rischia di perdere la vita a causa di ipotermia durante un viaggio dedicato alla pesca e da allora decide di confezionare il suo giubbotto partendo dal tessuto di quello trapuntato ma utilizzando per l’imbottitura le piume d’oca. Il risultato è un vero successo e torna di moda ciclicamente.

Negli anni Settanta viene reinterpretato da Norma Kanali che lo chiama “il giubbotto sacco a pelo”, composto da due cappotti cuciti insieme con un’imbottitura di piume sintetica in mezzo.
Negli ultimi anni si è consolidato come un capo iconico per l’inverno ed è negli anni Ottanta, con Moncler, in Italia, che inizia a circolare in diversi colori fluorescenti. Negli anni Novanta diventa il capo iconico dei giovani e delle discoteche, così come anche negli anni Duemila, in cui viene indossato molto dagli artisti hip hop.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Al giorno d’oggi esistono tantissimi modelli di piumini, adatti a tutti i gusti e a tutte le silhouette. I piumini cropped sono perfetti per le donne più bassine, poiché slanciano la silhouette, specialmente se abbinati ad un look monocolore. Quelli lunghi e oversize, invece, sono perfetti per le donne alte. Con i colori vivaci e le stampe puoi ravvivare qualsiasi look basic, invece le tonalità neutre saranno versatilissime e staranno bene su tutto.

Alle donne clessidra e triangolo consigliamo sempre il modello con l’immancabile cintura in vita.

Il look perfetto:

La nostra proposta è a tutto colore! Ti consigliamo di scegliere un piumino in un colore vivace (noi abbiamo scelto una bella tonalità di rosso) e di abbinarlo ad un look basic con jeans e felpa chiara. Il risultato è splendido. Provare per credere!

Per noi il look perfetto è a tutto colore! Abbiamo scelto un outfit basic con jeans e felpa chiara e l’abbiamo ravvivato con un piumino in un bel rosso vivace. Ti piace il risultato?

Il caban

Cos’è e come nasce:

Il caban è un giaccone alla marinara, di origine militare. È il 1857 quando il marchio Camplin inizia a produrre questo capo esclusivo per la Royal Navy, pensato come alternativa alla tipica giacca dell’uniforme della marina e soprattutto pratico e comodo da indossare.

Un giaccone doppiopetto blu navy, corto, con ampi rever, sei bottoni di metallo, legno o plastica e tasche verticali o in sbieco. Qualche anno dopo raggiunge il grande pubblico grazie a Steve McQueen e Robert Redford che, indossandolo nei loro celeberrimi film, lo trasformano in un intramontabile capospalla elegante senza tempo.

Negli anni Sessanta il caban, emblema dell’abbigliamento maschile, viene indossato per la prima volta da Jackie Kennedy, che lo porta inevitabilmente nell’universo della moda femminile.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Il caban è un capo versatile che rappresenta il giusto equilibrio fra lo stile casual e quello classico. Il taglio di questo giaccone lo rende adatto a tutte le bodyshape, ma proprio per questo, non mette in risalto le curve! Lo si può indossare con un abito sotto il ginocchio e stivali alti per un’allure femminile e chic, oppure con un maglione oversize e scarpe basse per uno stile alla marinara.

Il look perfetto:

La nostra proposta: un abito lungo, l’ideale per una serata speciale, e un caban in un colore neutro, elegante, per ripararti dal freddo.

Pelliccia sintetica

Cos’è e come nasce:

La pelliccia è, probabilmente, il primo capospalla realizzato dall’uomo per proteggersi dal freddo. Usato nei paesi freddi come la Russia, fino a qualche decennio fa il materiale usato era la pelliccia vera degli animali.

Negli anni Ottanta e Novanta si diffonde il suo uso in tutto il mondo, anche nei paesi molto meno freddi come il nostro, perché rappresenta uno status symbol. Il prezzo di questo capospalla è particolarmente elevato, quindi chi lo indossa lancia un messaggio, e ben presto inizia ad essere usato anche come merce di scambio.

Grazie alle sempre più numerose campagne di sensibilizzazione, la maggior parte degli stilisti oggi produce pellicce di pelo sintetico, anche se i processi coinvolti nell’elaborazione di questi tessuti vegetali sono dannosi per l’ambiente. Diversi brand si stanno adoperando per trovare un’alternativa sostenibile, come Stella McCartney, che da poco ha lanciato il “Koba Fur Free Fur”, una pelliccia biologica realizzata a partire da poliestere riciclato e ingredienti vegetali.
Strada da fare ce n’è ancora tanta, ma se vogliamo contribuire nel nostro piccolo a salvaguardare l’ambiente, possiamo scegliere con cura un solo capo in pelliccia sintetica (e per farlo, dobbiamo sapere quale modello ci starà meglio!)

Consigli di stile in base alla bodyshape:

La pelliccia, come il cappotto Teddy-bear, è un capospalla voluminoso che ingrandisce la figura, specialmente le spalle. Quindi, se l’obiettivo è di alleggerire la parte superiore del busto (bodyshape triangolo invertito) o di slanciare la silhouette nel suo complesso, questo capo potrebbe non essere quello giusto.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, la pelliccia si presta sia ai jeans skinny che alle minigonne e gli abiti più formali.

Il look perfetto:

La nostra proposta: pantaloni di pelle, maglioncino a righe sbarazzino e disinvolto e pelliccia sintetica che trasforma un look casual in un’esplosione di femminilità.

Mantella

Cos’è e come nasce:

La mantella è un capospalla annodato al collo che poggia sulle spalle. Con o senza cappuccio, è un capo intramontabile indossato da oltre duecento anni. Nel XIX secolo è un indumento unisex per uscire di sera. Nel secolo successivo, grazie al prezioso contributo di Paul Poiret, la mantella si reinventa e diventa un capo di largo uso e diffusione.

Negli anni Venti e Trenta diventa un simbolo di eleganza, indossato da icone di stile come la Marchesa Luisa Casati, amante di Gabriele D’Annunzio e musa degli artisti futuristi.
Negli anni Cinquanta ritorna in versione romantica e sofisticata, abbinata agli abiti da sera.
Verso la fine del decennio viene lanciata la versione corta e mini, e pochi anni dopo esplode il boom della mantella. Coloratissima, con motivi geometrici, abbraccia lo stile casual. Sulla stessa scia la mantella rimane anche negli anni Settanta, quando le ragazze scoprono il poncho peruviano di lana che diventa un vero e proprio must-have.

Ad oggi la mantella non è per niente superata! Gli stilisti non smettono di reinterpretarla proponendo nuovi tessuti, motivi, lunghezze e adattandola alle mode del periodo.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

Il taglio della mantella crea la forma di un triangolo all’altezza dei fianchi, quindi non è il capospalla più adatto alla bodyshape triangolo.

Per tutte le altre silhouette, invece, la mantella è l’opzione ideale per rendere chic qualsiasi look, da quello più formale a quello casual.

Il look perfetto:

La nostra è una proposta perfetta per un weekend in montagna: un paio di jeans e un maglione morbido e una mantella chic di tendenza. Per le calzature abbiamo scelto un paio di anfibi, che aggiungono quel tocco mascolino all’outfit.

Cappotto di lana

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Cos’è e come nasce:

Il cappotto di lana è un classico che risale al Medioevo e al Rinascimento, continuamente reinterpretato nei secoli. La versione più antica di questo capospalla è la marsina, con tutte le varianti venute dopo come la giacca da equitazione inglese, il cappotto Chesterfield, il Montgomery, ecc.
Durante lo scorso secolo sono state proposte moltissime varietà di cappotti di lana: taglio dritto, poi svasato, lungo fino ai piedi, corto e sbarazzino negli anni Sessanta (grande proposta del brand Courreges), oversize e mascolino negli anni Ottanta, aderente nel Duemila e ora nuovamente oversize.
È il capo più reinterpretato e reinventato della storia, che si è sempre adattato ai trend e alla società.

Consigli di stile in base alla bodyshape:

La regola di base per scegliere il cappotto perfetto è di scegliere un modello semplice dalle linee dritte. In generale, i cappotti con le cuciture in lunghezza creano un effetto slanciato.
La lunghezza è importantissima: sempre meglio optare per una lunghezza a metà gamba o leggermente più corto.
La struttura varia molto in base alla bodyshape: alle donne triangolo e clessidra consigliamo un modello doppiopetto, strutturato sulle spalle, svasato e possibilmente con l’immancabile cintura in vita.
Per le donne con silhouette ovale o a triangolo invertito, invece, è decisamente più lusinghiero un modello più semplice con le maniche raglan.

Il look perfetto:

Il cappotto di lana è fra i capispalla più versatili. La nostra proposta: gonna midi plissettata con un maglioncino leggero e cappotto di lana per un risultato chic di classe.

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